Senza di te



Incipit

Incedo lentamente in questo labirinto trasparente che è la città. E' sera. Le luci si accendono e colorano di giallo le automobili ferme, quelle in movimento, le case, l'asfalto. Soffia un leggero vento. Fa sollevare con delicatezza i miei capelli. Ripenso a te. Vorrei vederti sorridere, di nuovo. Le cicale friniscono, non è estate senza il loro canto. Fa caldo e ora sono alla scrivania, cerco di buttare giù due righe, ma tu sai bene che ci provo invano. Con la mia Corvina riuscirò a scrivere poche frasi spezzate, che poi cancellerò. Cerco il tuo numero di cellulare nella rubrica, ma non riesco a trovarlo. Voglio chiamarti per sentire la tua voce. Ancora una volta. Dalla finestra aperta, le automobili scivolano lente sul nero asfalto. Vedo le luci della città accese. E più in là il porto. I pennoni delle barche svettano senza vele e ondeggiando cullano gli ormeggi. Riprendo a scrivere. L'orologio del videoregistratore segna le 21.00 con i due verdi zeri pulsanti. Il computer è acceso. Una lucina arancione ne rivela la presenza nella stanza.

Accartoccio l'ultimo foglio di carta. Mi sono stancata di apporre frasi senza senso. Spengo la luce. La serranda filtra quella tenue della strada. Entrano delle lunghe scie luminose. Rimango nella semioscurità. E ti penso. Chissà cosa stai facendo ora. Ti immagino lì, seduto al tavolo della cucina a leggere uno dei tuoi libri preferiti. Nel frattempo guardi l'ora sull'orologio da polso e ti domandi che fine abbia fatto il tuo amico. Probabilmente lo stai aspettando. Dovete uscire. Eppure, credo, il mio pensiero, la mia presenza ti possano raggiungere, in qualche modo. Vorrei essere accanto a te, in questo momento. Sai? Qui arriva il profumo del mare. L'odore pungente della salsedine giunge alle narici con la lieve brezza. La città non si è ancora addormentata. Tutto attorno a me è immerso nel silenzio e nella luce giallognola dei lampioni.

I semafori nella penombra pulsano con i loro dischi arancioni. Il sonno mi vince. Ho sognato. Ai fianchi della strada, foglie gialle venate di rosso: una patina le incollava fedelmente sull'asfalto, sembravano quasi dipinte: doveva aver piovuto. Camminavo sul marciapiede. La tua immagine si sovrapponeva alla mia. Ho assunto i tuoi gesti, i tuoi pensieri. In quel momento ti ho amato.

[continua]  


Curiosità

  • Il romanzo è quasi autobiografico perché racconto in modo arromanzato la mia passata esperienza di giornalista pubblicista;
  • è il frutto di una esercitazione con la scrittrice Moony Witcher
  • Questo breve romanzo dal 2012 al 2016 e' stato pubblicato dalla casa editrice "Butterfly edizioni" ed era disponibile sia in formato cartaceo che ebook. Scaduti i termini del contratto, il romanzo e' tornato a me che l'ho ripubblicato solo in formato ebook in self nel luglio 2016;